Obiettivo del blog

L'obiettivo di questo blog è l'esperienza di per sé. L'espressione che assolve al bisogno di esprimersi: forse, il suo scopo è non avere uno scopo!

domenica 12 aprile 2015

Un'intervista all but music.

Il 12 aprile 1940 nasce a Chicago Herbie Hancock. Un incontro semplice e profondo: i veri grandi non hanno bisogno di fronzoli. Abbiamo chiacchierato, recitato insieme la nostra preghiera e poi l'intervista. Un regalo a tutti quelli che sanno ascoltare. E a chi vuole imparare a farlo.



"La mia vita oltre le note"

venerdì 13 febbraio 2015

Fra qualche giorno (21 febbraio) sarebbe stato il suo compleanno... Grazie, Maestro!






Roberto Leydi

Buddismo e Società n.104 maggio giugno 2004
Omaggio a Roberto Leydi
Il fondatore della moderna etnomusicologia italiana
di Anna Cepollaro


Ha insegnato al Dams di Bologna fin dalla sua costituzione. Critico musicale dell’Avanti e dell’Europeo, ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita del folk revival italiano, riscoprendo la musica di tradizione orale. Nella sua lunga carriera di saggista, ricercatore e docente, ha collaborato con Luciano Berio, Dario Fo, Moni Ovadia

Li hanno chiamati selvaggi, poi primitivi e infine, per cercar di togliere ogni accezione negativa o spregiativa, "gli altri". Gli altri, cioè quelli comunque diversi da noi, per aspetto fisico ed eredità culturale, i popoli di altri continenti che l'Europa ha incontrato e poi dominato, facendone oggetto d'osservazione e di studio anche per i suoi interessi coloniali. Ma "altri" vivono anche fisicamente accanto a noi: sono quelle donne e quegli uomini, marginali rispetto alla cultura delle egemonie o da essa esclusi, che formavano un tempo la plebe, o il popolino, o il volgo e che oggi si preferisce raccogliere entro concetti ora astratti, ora convenzionali e ora ideologici di popolo, o di mondo popolare, o di classi popolari, o magari di classi subalterne». Nell'introduzione al libro L'altra musica, Roberto Leydi indica il percorso che lo ha portato a ribaltare la prospettiva culturale, nella quale, per una volta almeno, sono i "bianchi", i depositari della tradizione colta, ad essere gli "altri".
Roberto Leydi, nato nel 1928, fondatore della moderna etnomusicologia italiana, che ha insegnato al DAMS di Bologna fin dalla costituzione del corso di laurea, ci ha lasciato una sera di febbraio di un anno fa. Aveva settantacinque anni. Discreto e ridondante insieme, il riserbo lo ha accompagnato nella vita, nel lavoro e anche in questo ulteriore tragitto (e certo lui l'avrebbe notato, ironico). Infatti, quello stesso 15 febbraio in tutto il mondo scendevano in piazza migliaia di persone per manifestare per la pace e, come Umberto Eco ha sottolineato in un suo articolo, i giornali non parlarono che di questo, accorgendosi solo qualche giorno dopo che, in silenzio e senza clamori, era andato via un personaggio davvero particolare e indimenticabile. Eco ricorda anche che Roberto, suo grande e vecchio amico, gli aveva detto un giorno: «Non bisogna mai morire di ferragosto, non se ne accorge nessuno».

 

giovedì 13 novembre 2014

Dedicato al 9 novembre


Omaggio a Mstislav Rostropovich
Allora la vita si è riunita

 Violoncellista e direttore d'orchestra, difese pubblicamente Solzenicyn nella Russia sovietica e perse così la cittadinanza e fu esiliato. A sorpresa, come un comune musicista di strada, eseguì la suite per violoncello di Bach davanti al muro di Berlino mentre veniva abbattuto. Si schierò apertamente, rischiando ancora in prima persona, contro il tentato colpo di stato nei confronti di Gorbaciov. Per il suo impegno a favore dei diritti umani nel marzo dell'anno scorso l'Università di Bologna gli ha conferito la laurea ad honorem in Scienze politiche


«Il muro ha diviso la mia vita in due e ha lacerato il mio cuore. Ho sempre suonato nella parte orientale di Berlino, quella sovietica. Ma da quando sono stato cacciato, ho potuto suonare solo nella parte ovest, senza più poter tornare di là. Al crollo del muro, però, la mia vita si è riunita». L’im­magine di Mstislav Rostropovich, lo straordinario violoncellista e direttore d’orchestra russo morto al termine di una lunga malattia lo scorso 27 aprile, rimarrà per sempre legata ad una foto famosa in tutto il mondo: lui che suona il suo violoncello davanti al muro di Berlino che si sgretola. Era l’11 novembre 1989. «Ero a Parigi quando arrivò la notizia. La mattina dopo partii subito e all’aeroporto di Berlino presi un taxi per correre al Muro. Mi misi a suonare un brano di Bach per violoncello solo, seduto su una sedia chiesta in prestito al portiere di un edificio. Attorno a me si radunò una piccola folla, ma io non suonavo per loro, suonavo per me stesso, per esprimere a Dio la mia gratitudine».

mercoledì 1 ottobre 2014

3 ottobre, Giornata del Ricordo?



Lampedusa, il cimitero delle barche

«Il punto di vista dei bambini su ciò che è stata Lampedusa in questi anni è completamente diverso da quello a cui siamo abituati. I bambini vivono l’altro che viene dal mare come una risorsa e ti raccontano di aver portato a casa i figli degli immigrati anche se non si poteva fare. Li hanno aiutati a uscire attraverso un buco nella rete e a casa la mamma ha preparato i panini e loro sono andati a giocare a pallone». (Mario Perrotta) 
video


“Lampedusa: le nuove vie dei canti”


video

(Videomaker: Pier Giorgio Mangiarotti)



Il treno degli emigranti

Non è grossa, non è pesante
la valigia dell'emigrante...
C'è un po' di terra del mio villaggio,
per non restar solo in viaggio...
un vestito, un pane, un frutto
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l'ho portato:
nella valigia non c'è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane.
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù...
Ma il treno corre: non si vede più.
Gianni Rodari



mercoledì 26 settembre 2012

TOWANDA!

- Ninny, lei deve dirmelo subito! Idgie l'ha ammazzato o no Frank Bennett?
- Aspetta un attimo tesoro... Tu non hai ammazzato Edie, vero?
- Ancora no!
- Ah bene.




Non avrei paura della morte, se fossi in te: avrei più paura a guidare nel traffico nelle ore di punta.

venerdì 21 settembre 2012

Three Mile Island - Il video

Cara Anna,

ecco i link del video documentario realizzato dallo ZKM in occasione della prima mondiale di "Three Mile Island" al Centre for Arts and Media di Karlsruhe, 29.3.2012
Andrea

Three Mile Island

venerdì 31 agosto 2012

Obiettivo del blog (continua)

L'artista dissidente cinese Ai Weiwei, raccontando la nascita del suo blog (oscurato dalle autorità cinesi nel 2009, due anni prima che l'intellettuale venisse incarcerato e, in seguito, dopo una mobilitazione internazionale, messo agli arresti domiciliari), dice: «Nei primi post ho dichiarato che l’obiettivo del blog era l’esperienza stessa, senza bisogno di uno scopo particolare. Ora che abbiamo questa tecnologia la si può usare direttamente, anche, fino a un certo punto, senza pensarci troppo, senza doverne necessariamente estrarre un significato. È qualcosa che solo oggi è possibile. Se fosse avvenuto prima, non avremmo visto i disegni di Leonardo da Vinci o di Degas. Avrebbero avuto tutti la macchina fotografica. Il mio primo post era solo una frase del tipo: "Abbiamo bisogno di uno scopo per esprimerci, ma la nostra espressione ha già in sé il suo scopo". Un po’ come l’idea che, per imparare a stare a galla, ci si debba buttare in acqua».